Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Air France sì o no?

Visto che in questi giorni se ne fa un gran parlare ho provato a guardare TG e Ballarò che dovrebbero chiarire il punto.

A me invece l’hanno un po’ confuso: sarà perchè tanti numeri astratti buttati alla rinfusa mi mandano un po’ in confusione.

La mia guida milanese, invece, ha scandagliato Il Sole 24 Ore e ha scritto davvero un bell’articolo, ve lo linko: lo stampo per mio padre così se lo legge anche lui (non naviga mai su Internet, del computer dice che ne ha già abbastanza in ufficio: proprio un’altra generazione).

Ho aggiunto il blog di Ambra al blogroll, così se volete farci un giro (indipendentemente da questo articolo) lo trovate sempre lì, sulla colonnina laterale.

Leggo nella pagina personale che il suo blog verrà visitato solo da chi lo conosce: ma, tra i commenti, vedo che ci sono anche tante facce nuove…
So che è difficile farsi conoscere, comparire tra i primi risultati del motore di ricerca ma penso che le persone con tanta passione vadano aiutate: e così ho gettato il mio sassolino… 😉

Brava Ambra, continua così.

Marco

Commenti su: "Air France sì o no?" (6)

  1. Grazie per la citazione 🙂

    Ho seguito AnnoZero ieri, mi è sembrato molto chiaro. Hanno spiegato come mai Alitalia è in deficit evidenziando gli sprechi (vd. tratta Roma Albenga utilizzata solo dal Min. Scajola).
    E hanno concentrato l’attenzione sul valore stimato di Alitalia che per Airfrance era stato posto attorno al miliardo, mentre ora, con CAI, soltanto 300 milioni.

    Una differenza enorme che si spiega ponendo l’accento su chi ha effettuato le stime: per airfrance lo avevano fatto sogg. terzi, per Cai invece l’ente incaricato della stima (e quindi quello che “decide” il prezzo di acquisto) è lo stesso che entra a far parte della cordata e che quindi acquista, dunque pare ovvio che si abbassi il prezzo il + possibile!

    Inoltre il giornalista del sole 24 ore ha fatto notare che a prezzi così bassi tutto il mondo sarebbe interessato: non è una vendita, è un regalo! L’unica ragione per cui non si fanno avanti è l’ostruzionismo da parte del governo, che mai più permetterebbe ad Airfrance di comprare Alitalia per 300 milioni. Lo scorso marzo la stessa compagnia offriva 2 miliardi e mezzo, 8 volte tanto! il fallimento del governo così sarebbe troppo evidente….

    per dirlo in parole povere…

    http://piegando.wordpress.com/2008/09/17/per-chiudere-in-bellezza/

  2. Caro Marco,
    ora mi prendo finalmente 10 minuti di tempo per scriverti come si deve. Fino ad adesso ho sempre scritto di volata. Adesso facciamo sul serio. Rimbocchiamoci le maniche!

    Mi piace come scrivi. Ma sei un po’ troppo personale. Sembra che tu abbia bisogno di fare un po’ di analisi. Non so se il blog ti può aiutare ad uscire dal tuo momento di “inquietudine”. Quello che leggo, qui, è un po’ di “stanca” mentale. Un po’ di spazzatura qua e là e qualcosa di buono qua. Cerca di essere un po’ più allegro e prova a prendere le cose con più ironia. Con la tristezza e la cattiveria che c’è in giro faresti del bene ai tuoi lettori.

    Anc’io volevo fare un blog tecnico. Tutto dedicato alla comunicazione, al mio mondo. Ma che palle pero! C’è anche tanta voglia di ridere. Prendi quanche filmato di ZELIG da Youtube, e facci ridere.

    Se vuoi piangere, dedicati al sito di FrancoMariFranco. Gesù che rovinata. Un macello catastrofico di dimensioni cosmiche. Però è così bello riderci anche sopra. In fondo, cosa ci resta alla fine, se non il ricordo dei bei momenti?

    Leggevo il blog di Milady de Winter. Veramente ben scritto. Ecco, lo leggi e pensi “Caspita, ma allora non sono l’unico sfigato sulla terra”. Ecco, nemmeno tu lo sei, ma non sei nemmeno uno stupido, anzi. Dato che ti piace un po’ la psicanalisi, prova ad esplorare gli aspetti o meglio i lati umani e dargli un velo dicomicità. Se ce la fai, farai faville.

    Ciao e buono studio! Non mollare! Mai!
    Andreas

  3. cobain86 ha detto:

    Ciao Andreas,
    in passato ho prodotto molti post divertenti (basta leggere i primi della serie Mamma mia, DYD 666, Ore d’informatica, Webcam), con un discreto successo.
    In questi giorni ho avuto qualche ispirazione un po’ intimistica, ho omaggiato un’amica e ho preso spunto da un tuo post: ciò non vuol dire che il blog sia tutto così.

    Vi aspetto tutti domani per un articolo comico dai, così si esce dalla routine “seria”.

    Buona lettura
    Marco

  4. Rispondo al commento di Ambra.

    Tendo a non guardare più, nè Ballarò, nè Otto e Mezzo, nè Anno Zero nè altri programmi di talking politicizzato e tendenzioso. Mi piace invece leggere dell’Italia sui giornali, ma non quelli nostrani ma quelli esteri. Non per fare il saccente, ma posso dirti che le informazioni ANCHE in merito ad Alitalia, hanno, chissà come mia, tutta un’altra impronta, molto giornalistica e forse più obiettiva.

    Dare al Governo la colpa del disastro Alitalia è da dementi. O meglio, dare la colpa a QUESTO governo, del disastro Alitalia, è demenziale, truffaldino, tendenzioso e soprattutto è una fanfaronata come se ne vedono ormai a fiumi in questo Paese.

    Il disastro Alitalia parte da lontano. Come ben sapete TUTTE le aziende in mano pubblica, sono state perennemente un mezzo per comprare consenso, in barba ai bilanci e a tutto il resto. L’ultimo amministrazione delegato Alitalia, non nominato da questo governo, s’è portato via una buona uscita da nababbi, con l’Azienda in stato allimentare.

    Ad AnnoZero ci si è dimenticati di dire che il numero di ore lavorate al mese, per ogni pilota o comandante, è inferiore in modo imbarazzante al numero di ore lavorate dei loro colleghi di AirFrance e Lufthansa. Ci si è dimenticati di dire, che non è stata la cordata “berlusconiana” a far fallire la trattativa per l’acquisto dell’Alitalia da parte di Spinetta e compagni (Air France) ma per via del fronte del no operato dai sindacati.

    E’ sempre facile gettare cacca e discredito sugli altri. Che poi la CAI non sia proprio la migliore soluzione, ne sono convinto pure io. Che questo sforzo secondo me imbecille, di voler mantenere l’italianità di un morto che cammina, sia altrettanto assurdo, convengo anche su questo.

    Ma venirci a raccontare che sarebbe meglio che ad acquistare Alitalia sia un operatore del settore tipo Air France o Lufthansa, eh, ragazzi allora ditelo. E perchè allora i ssindacati han fatto saltare il banco con AirFrance? Perchè non vi leggete la lettera dell’amministratore delegato di AirFrance Spinetta scritta ai dirigenti del’ANpac e della CGIL prima di mollare la presa?

    Possibile che nessuno se la ricordi? A quanto pare no! Tutti a bearsi delle parole del santo Santoro come fossero opera del Cristo Redentore. Tutti lì davanti a quel dannato schermo, rincretiniti dall’informazione faziosa e fuorviante, che sia di destra, di centro o di sinistra.

    Cero che abbiamo proprio la memoria corta e siamo tutti un ammasso di pecoroni. BEEEHEHEHEEH EH E

    Allora prefersico Shawn the Sheep.
    http://www.innovando.it/shawn-the-sheep-404.html

    Scusa Marco per lo sfogo, ma mi indignano, queste cose. A mo avviso da noi la TV andrebbe spenta. Leggere, leggere leggere. Questo dovremmo fare. E leggere di tutto. Soprattutto leggere cosa GLI ALTRI pensano di noi.
    Ma guardate i nostri TG. 90% politica interna fatta di battibecchi allucinanti tra politici ignoranti. Ma ci rendiamo conto o no che sono solo lì per autoreferenziarsi?

  5. 🙂 Anch’io leggo giornali esteri, sei dai un occhio sul mio blog c’è una sez. di art. tradotti, non aggiornatissima, lo faccio quando ho tempo.
    HO letto la lettera a cui fai riferimento, ciò non toglie che Airfrance offriva 2 miliardi e mezzo e Cai meno di un Miliardo… In proposito c’è un bellissimo articolo uscito settimana scorsa sul Financial Times… te lo consiglio 🙂

  6. Oh guarda! 🙂 Ne ho ritrovato uno dell’Economist che parla proprio di AirFrance 🙂 http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12056796&CFID=23889182&CFTOKEN=76311685

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