Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Ritorno dalle vacanze

Ritorno dalle vacanze

Ritorno dalle vacanze

Le vacanze sono ormai giunte al termine, si rientra nei propri uffici e si riaccendono i computer.
Consigli su come rendere meno monotono il rientro dalle ferie facendosi due risate, buona lettura!

L’italiano in vacanza si trasforma, diventa un agglomerato di goliardia e allegria difficlmente arrestabile: basti pensare al calore napoletano o alla fretta calcolatrice dei milanesi e si capisce subito di cosa stiamo parlando.
La vacanza però ci accomuna: tutti nello stesso posto a non far nulla per rilassarci. Ma dove??!!

Il relax spesso rimane un’utopia, considerando che spesso e volentieri ci ritroviamo con pargoli urlanti dalle ugole d’acciaio, vicini che si ritengono emulatori di Rocco Siffredi e ci rendono protagonisti delle loro gesta amatorie, muri sottili come carta velina dove anche un peto diventa una bomba del 15-18, l’andirivieni delle persone dalle scale e il russare devastante di alcuni toglie pace e serenità alle proprie vacanze.

C’è chi si compra il famoso eremo, catapecchia sperduta a 2000 metri visitata solo da pecore e capre per 9 mesi all’anno: la cosa memorabile è che, visto che l’eremo è sperduto e ci si va per ritorvare un po’ di pace, finisce che poi si invitano tutti gli amici per non sentirsi soli.
L’uomo è un’animale sociale e la solitudine lo spaventa, che uno se lo voglia raccontare o meno.

Un altro punto spesso opinabile sono le descrizioni dei vari alloggi: i “due passi dal mare” si trasformano in un kilometro e mezzo ogni mattina, le camere a 3 posti diventano due letti a castello e un divano letto, i buffet “abbondanti e sostanziosi” sono piccole tavole imbandite con roba del giorno prima e il proprietario che ti osserva, quasi per squadrarti se osi prendere un biscotto o una fetta biscottata in più del necessario.

Per non parlare dei vicini d’ombrellone: adesso c’è l’iPod e ognuno ascolta quello che vuole. Ma fino a qualche anno fa la radio tamarra da 300 watt (da portare rigorosamente in spalla, yo yo fratello) imperava sui lidi e toglieva il sonno e la pace ai confinanti d’ombrellone. Dal mtal al rap, dalla classica al pop non c’era pace: uno sfracassamento di zebedei unico, che faceva rimpiangere la spiaggetta di ciottoli sarda dove si era stati l’anno prima.

É anche vero che andare sulla riviera romagnola per riposarsi sarebbe come chiedere a Varenne di fare le sue corse con calma e tranquillità: una cosa impossibile. La riviera romagnola è il cuore pulsante, l’adrenalinico divertimento che pompa nel sangue di tutti i giovani e fa venire voglia di ballare, divertirsi, imbarcarsi sulla motonave Giovanna a ingozzarsi di pesce mentre un’orchestrina alla Raoul Casadei vi suona le canzoni tipiche.

Chi viaggia in treno si crocefigge quando parte, non sapendo se e come arriverà: ormai anche le ferrovie italiane hanno dato forfait e non sanno manco loro quando arriveranno i propri convogli, regalando ore di ritardo come se piovesse. Chiedere il rimborso per le ore di ritardo è normale come andare a prenotare i posti per il proprio viaggio in stazione, è diventato routine. Chi viaggia in macchina però deve stare attento alle “partenze intelligenti”, pena ore di coda e giornate da bollino nero.

Ma l’italiano è sanguigno, genuino, spontaneo e piuttosto si fa impiccare ma alla vacanza non rinuncia, alla sua piccola oasi di relax incontaminato con famiglia e propri cari. Bisogna stare attenti però alle esigenze di ognuno di noi.

Invitare il proprio fratello quando tu sei in vacanza con moglie e due bambini (5 e 6 anni), anche se solo per un weekend, potrebbe non essere l’idea del secolo: tu alla dieci spegni la luce e vai a letto e il fratello, giustamente, rimane lì a guardarsi un film con il portatile chiedendosi chi gliel’ha fatto fare di sorbirsi un weekend formato famiglia.

Beninteso l’amore per i bambini rimane inalterato, ma non può condizionare ogni singolo momento della giornata: il difficile nasce infatti dal condividere e assecondare le esigenze di tutti (o trovare i giusti compromessi), in modo che ognuno possa sentirsi a proprio agio in villeggiatura.

Dopotutto rientrare dalle ferie e tornare alla propria routine non è così male no? 😉
Alla prossima!

Marco

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