Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Gifted_0Dove finisce il genio e incomincia l’infanzia? Buona lettura!

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La trama

Una bimba di 7 anni risolve senza esitazioni complessi problemi matematici. Lo zio, dopo la scomparsa della madre, cerca di offrirle una vita normale.
Ma la nonna, abbiente senza ritegno, ha progetti diversi per lei.

Silenzio in sala

Una commedia amara che ripropone l’eterno dilemma su come impiegare il talento dei propri figli (o, nel caso della pellicola, dei bimbi altrui).

Assistiamo, con un velo di commozione che ci accompagna per tutto il film, alla crescita di questa bambina che, seppur molto intelligente, ha solo sette anni.
Tutti raccomandano al padre un’ottima scuola vicino alla sua abitazione, che però richiede una retta da 30.000 dollari l’anno (finanziabile con una borsa di studio).

La nonna, vogliosa di portare a termine ciò che la madre della bimba non ha potuto fare, vede nella nipote la nuova speranza per compiere una ricerca di livello mondiale, risolvendo uno dei sette problemi matematici/fisici mondiali ottenendo premi, gloria e l’immortalità.

Ma dove finisce il diritto al gioco e quando inizia il dovere ad una carriera strepitosa?

Il diritto all’infanzia

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Spesso, tra elementari e medie, c’è un salto esistenziale dove alcuni si godono ancora l’infanzia e quel minimo di spensieratezza e altri, stimolati da fratelli, cugini e cognati iniziano a comportarsi come uomini vissuti (grazie a canti da caserma di donne curiosamente vogliose).

Io non ho mai ambito a stupide prove di forza o ad intossicarmi come una ciminiera, credevo che la musica, la cultura e la curiosità mi avrebbero salvato da questo appiattimento verso il mediocre e il cialtronesco… verso qualcosa di più alto, di più bello.

Mi rendo conto che il comportamento di alcuni miei ex compagni rientri nella media, molti vogliono essere “grandi”, essere qualcosa di più di bulletti viziati.

Però credo che, se a tredici/quattordici anni non devasti i bidoni del paese, i pali della luce, attacchi in giro assorbenti… forse cresci lo stesso.

Col tempo cambiano le persone e le occasioni e spesso ci si rende conto che quello che noi ambivamo e credevamo fosse un nuovo mondo… in realtà era più noioso e banale di quanto pensassimo.

Ovviamente non dobbiamo tutti trasformarci in Woody Allen, con un cinismo e un atteggiamento triste verso la vita e gli eventi: si tratta, semplicemente, di vivere la propria età.

Back to the movie

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Il film in oggetto, infatti, parla proprio di questo: questa rincorsa ai fenomeni da baraccone in giovane età, seppur premiante e stimolante per le menti dei giovani geni, in realtà rischia di creare scompensi altrove (pensiamo solo a Sheldon Cooper di Big Bang Theory).

È molto bello vedere come il regista affronta il tema, non mettendo forzatamente al primo posto la carriera e il successo, ma concentrandosi anche sulla bambina e sul suo diritto all’infanzia.

Spesso dimentichiamo di esser stati bambini e ci aspettiamo che questi piccoli nanetti salterini abbiano le nostre logiche, scordando che a sette anni i valori della vita sono altri.

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A sette anni, una bimba, dovrebbe giocare con le bambole, con il gatto, con il pesce rosso (sperando che non incontri il gatto) e non dedicarsi solo allo studio e alla ricerca di verità assolute.

Concludendo

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Una pellicola del 2017 molto bella, da guardare in famiglia, per spiegare ai figli che al di là del proprio talento naturale la cosa più importante è la loro personalità, il loro diritto a crescere con calma senza dover bruciare le tappe.

Certo, ad una bimba con una mente speciale sono richiesti corsi avanzati, ma sempre dosati e calibrati con lo stile di vita dei suoi coetanei.

Un film di Chris Evans che ignoravo, con una bella morale senza battute scontate o luoghi comuni melensi.

Un cast di attori molto bravi, a partire dalla signora in apertura di paragrafo: qui ha un ruolo da comprimaria ma è stata la vera anima nel film Il diritto di contare.

Dialoghi ben calibrati e intelligenti, tempi perfetti e spunti di riflessione notevoli, che trascendono la mera storia della bimba puntando anche su temi divini e il senso della vita.

Consigliatissimo, specie in tempo di quarantena, per investire il tempo apprendendo stili e approcci diversi alla vita quotidiana.

Voto: 8/10
Marco

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