Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

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Un film denuncia interpretato da una magistrale Julia Roberts: buona lettura.

La trama

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Erin è una madre di tre figli che passa da un lavoro precario all’altro, caratterizzata da un forte carattere e da una bassa istruzione, compensata da un’incredibile forza di volontà.

Riesce, puntando sui ricatti morali, ad ottenere un lavoro in uno studio legale dove, partendo da un caso pro-bono, scopre che la PG&E (Pacific Gas and Electric Company) usa del cromo esavalente come antiruggine per tenere libere le pompe che immettono l’acqua nell’acquedotto pubblico.

Inoltre le vasche per raccogliere l’acqua non sono state foderate a dovere, per cui le infiltrazioni si propagano alla falda acquifera sottostante.

Pagando ricercatori indipendenti scoprirà che questo componente è mortale, genera tumori a non finire e si insidia nel DNA delle persone, diventando ereditario.

Il film

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Siamo abituati a vedere Julia Roberts nella dolce Cenerentola che aspetta di essere salvata dal principe azzurro in Pretty Woman, o, nel seguito, nella campagnola che scalpita in Se scappi ti sposo, vogliosa di trovare finalmente un matrimonio che funzioni.

Effettivamente un ruolo drammatico, fatto bene e memorabile, mancava alla sua carriera.

Steven Soderberg (che la dirigerà anche in Ocean’s Eleven) la contatta e la dirige in un ruolo non facile: una donna che dalla vita (figli a parte) ha ricevuto solo delusioni e porte in faccia, all’improvviso, citando il film “viene ascoltata quando entra in una stanza, tutti rimangono in silenzio per ascoltare ciò che ho da dire”.

Il film quindi narra della rivincita della classe operaia in una delle class action più clamorose della storia (uno dei rimborsi più alti mai pagati all’epoca, 333 milioni di dollari con 600 e passa querelanti).

Il modus operandi è lo stesso visto in Cattive acque: la compagnia cerca di comprare la casa per un tozzo di pane, in seguito alza l’offerta pur di risolvere la cosa in modo amichevole.

Di solito qualcuno nota che vengono spedite delle lettere con l’avviso che sono state usate sostanze “poco pulite”, con un anno di tempo prima che la possibilità di un’eventuale causa cada in prescrizione.

Le compagnie chimiche, come già sostenuto nell’altro film, hanno miliardi per portare avanti queste cause per anni, senza che molti dei querelanti (a causa dei tumori sviluppati) ne veda mai la fine.

LA PG&E, il gigante dei servizi citato in questa pellicola, è una società da 28 miliardi di dollari, che non ha problemi a tirare le cose per le lunghe.Erin_3

La discussione nasce dal fatto che il limite legale del cromo esavalente è di 0,05 parti per milione, mentre nell’acqua che Erin ha analizzato la presenza era di 0,58 parti per milione.

Di cromo ne esistono tanti tipi: quelli su cui la PG&E faceva le conferenze era il Cromo 3, che possiede effetti benefici per il nostro corpo. Ma non il Cromo 6, come ampiamente dimostrato da questa causa.Erin_4

Masry, il gioioso avvocato che vediamo nella foto sovrastante, è un uomo che ha affrontato varie sfide nella vita e vorrebbe solo ritirarsi in pensione con i suoi sudati risparmi.

Eppure, di fronte ad una causa simile, capisce che l’occasione di una causa multi-milionaria si presenta alle porte, e decide di assecondare l’istinto di Erin.Erin_5

Julia Roberts, che in questo film ha sbancato con il premio Oscar, Golden Globe e BAFTA come miglior attrice in un film drammatico, è umana, dolce con i figli e con le vittime.

Erin si trasforma però in una tigre spietata ed assassina con gli avvocati che vogliono sminuirla e con chi cerca di rimetterla al proprio posto, sapendo che la causa che ha tra le mani ha un valore ben superiore a tutto il resto, anche agli affetti personali.

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Personaggio di contorno il motociclista George, che si presenta a casa di Erin per aiutarla e per supportarla mentre la causa sta prendendo piede e sta crescendo, raggiungendo livelli sempre più importanti sia come numeri sia come prove da portare in tribunale.

Concludendo

Julia Roberts affronta un ruolo drammatico mettendo cuore e passione nella vita di una grande donna, che si è battuta per salvare la vita di migliaia di persone.

Una storia vera (la stessa Erin interpreta la cameriera del fast food dove i bimbi mangiano con la mamma) che ha spinto le persone ad interrogare le proprie coscienze, chiedendosi se è giusto che le grandi compagnie possano risolvere tutto con i soldi (specie quando parliamo di vite umane rovinate e devastate da tumori).

Una Julia fuori dagli schemi, appassionata e intensa nel combattere un’ingiustizia più grande di lei, Davide contro Golia, una persona che ha trovato la sua rivincita dopo anni di sconfitte.

Un film delizioso da recuperare assolutamente, dove possiamo imparare a non arrenderci mai quando riteniamo che la nostra causa sia giusta e possa aiutare le vite degli altri.

Consigliatissimo.

Voto: 10/10

Marco

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