Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Odio l’estate

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Aldo, Giovanni e Giacomo hanno rilasciato un nuovo film, a cavallo tra libertà e lockdown legati al Covid-19: vediamolo insieme!

La trama

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Aldo, Giovanni e Giacomo vivono a Milano con le relative famiglie e figli. Decidono di recarsi tutti nella stessa casa vacanze, abilmente affittata a quante più persone possibili dall’agenzia.

Tra carabinieri, petardi, atti vandalici, multe, reati e abbuffate scopriamo, grattando la superficie, finalmente qualcosa di nuovo dal trio.

Una commedia agrodolce dal finale decisamente inaspettato.

Silenzio sul divano

Ultimamente Aldo, Giovanni e Giacomo stavano campando di rendita: tra spettacoli teatrali ripubblicati al cinema e film stantii come Fuga da reuma Park, infarciti a forza di spezzoni dell’ultimo spettacolo, stavo pensando che il magico trio stesse davvero toccando il fondo, raschiando dal barile i residui di una carriera di successo.

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Non vedevo nuove idee all’orizzonte e le precedenti trovate (un film sui tre malavitosi Al, John e Jack o gli effetti speciali ridicoli e ridondanti di Un cosmo sul comò) non mi avevano emozionato particolarmente.

L’irritante voce stridula di Silvana Fallisi, inoltre, aveva fatto scappare il mio gatto di casa.

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Con Odio l’estate sembra che il trio abbia smesso, finalmente, di stereotipare e di proporre numeri comici che si assomigliano, virando finalmente su qualcosa di diverso.

Come l’estate il film porta, dopo anni di sofferenze atroci, una ventata di freschezza al trio: un film dove si ride in modo garbato, con il tema della paternità da recuperare come sfondo e, urliamo al miracolo, con Aldo in una nuova veste.

Aldo in questo film dismette i panni del meridionale cavernicolo e si evolve, mostrando uno spessore di sentimenti finora celato dietro alla maschera del simpatico ignorantone.

Aldo riesce a fare da voce narrante senza balbettare, mostra i suoi sentimenti in modo maturo e diventa regista delle vicende, anziché esserne succube come spesso accadeva.

Ritorno alle origini

I meriti sono tanti: accantonate la baracconate da sagra di paese sono tornati a Massimo Venier, regista del bellissimo Chiedimi se sono felice.

Probabilmente il trio si è accorto della verità di Checco Zalone & Genovese: per far ridere devi partire da temi forti e importanti, riuscendoci ad ironizzare sopra.

In questa nuova pellicola AGG parlano di maternità, paternità, malattia, figli adolescenti e del senso della vita (un film con uno spessore leggermente più elevato rispetto agli altri, come Chiedimi se sono felice).

Come nuovi attori vediamo un paio di ragazzi, che devono sfogare gli istinti purulenti: una storiella di contorno che poteva essere evitata tranquillamente.

Il trio riveste i panni della famiglia, con padri che si interrogano su cosa sia giusto fare e sul come farlo.

Le mogli, finalmente, cambiano; basta Massironi e Fallisi, entrano Lucia Mascino, Carlotta Natoli e Maria Di Biase che portano una ventata di freschezza alla storia.

Di Biase riconferma la sua comicità spontanea, già vista in Mai dire… con il duo Nuzzo&Di Biase.

Le musiche, di Brunori Sas, potevano rimanere tranquillamente dov’erano: io avrei richiamato Samuele Bersani.

Il film, infatti, cita spesso gli altri film del trio e trovare tutte le citazioni, senza Wikipedia, è una sfida avvincente che ci guida fino alla fine della pellicola.

Concludendo

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Aldo, Giovanni e Giacomo ritornano in sala con una quantità di sponsor e finanziamenti oscena, ma a quanto pare è una prassi ormai.

La pellicola, girata con una mano più matura e senza cercare la risata forzata, risulta piacevole e scorrevole, mettendo per una volta in risalto la figura di Aldo Baglio.

Purtroppo, essendo uscita il 30 gennaio 2020, è stata un po’ penalizzata dall’ondata coronavirus: magari non avrà avuto un successo strepitoso ma almeno è un film godibile, che può essere rivisto nel tempo.

Dopo Tu la conosci Claudia? e La banda dei Babbi Natale finalmente rivediamo una storia raccontata in modo piacevole, anche se con qualche “distrazione” accessoria, come i ragazzi che saltellano nei prati e la colonna sonora un po’ dubbiosa.

Ma almeno è un inizio, continuate così. Bravi.

Voto: 7/10

Marco

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