Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Il FAT ritorna da ex

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Nel 2006 Microsoft ha rilasciato questo nuovo file system, molto comodo per far comunicare Mac, Windows e Linux: vediamolo insieme, buona lettura!

Anno 2006, Microsoft si è decisa: finalmente ha pubblicato un file system più moderno del DOS e più veloce dell’NTFS per le operazioni molto frequenti (lettura/scrittura/stacco) che avvengono sulle chiavette.

Il file system è ciò che gestisce tutti i file presenti sul nostro sistema, occupandosene al posto nostro per semplificarci la vita e l’organizzazione dei nostri ricordi digitali.

L’exFAT è un file system meno complesso a livello di struttura rispetto al classico NTFS, sistema che adoro (dopo l’HFS+ del Mac) in quanto mi permette di spostare file enormi (oltre i 4 GB) senza il benchè minimo problema.

L’exFAT (o più confidenzialmente FAT64) dovrebbe gestire tutte le chiavette di ultima generazione (girando su ebay ad oggi si trovano già chiavette da 1 TB!), un modo per godere di tutte le memorie flash e pen drive senza il fastidioso limite dei 4 GB per singolo file (basti pensare ad un video non compresso).

Il fratello maggiore NTFS è di tipo gerarchico (come l’HFS+ del Mac) o meglio ancora journaled, questo permette una gestione dei dischi più avanzata e sicura in caso di crash.

In parole povere il disco fisso principale del vostro computer (dove risiede il sistema operativo) è fortemente consigliabile lasciarlo in NTFS!

Il nuovo exFAT è stato progettato per memorie mobili (e non come sistema principale per dischi interni, che non hanno il problema di esser staccati e attaccati varie volte al giorno).

exFAT è pensato, come i suoi predecessori, per ottimizzare la comodità e la velocità anziché le prestazioni.

exFat, giusto per continuare la tradizione Microsoft, è un filesystem chiuso e proprietario (come l’NTFS) e ha brevettato alcune porzioni del codice scritto per il FAT: volendo evidenziare un piccolo neo le chiavette formattate in exFAT non possono essere usate per il ReadyBoost (opzione di Windows che considera le chiavette come se fossero RAM), ma ad oggi credo che nessuno ne senta la mancanza oramai.

8 GB di RAM, seppur a fatica, stanno diventando uno standard diffuso e riconosciuto, per cui è difficile avere problemi di memoria nel 2020, salvo applicazioni molto pesanti.

Windows XP compatibile

Tornando alle note positive questo sistema di formattazione è compatibile anche con Windows XP; basta scaricare l’aggiornamento dal sito della Microsoft e il nostro sistema diventerà capace di leggere e formattare in questo formato le nostre periferiche esterne (per chi ha Windows Vista e Seven/7 il problema non si pone).

Tuttavia, se state ancora utilizzando Windows XP, più che scaricare l’aggiornamento dal sito Microsoft dovreste pensare a lavorare su un PC con Windows 10, perlomeno, per evitare problemi di sicurezza dati da un sistema operativo che non viene più supportato da anni.

Windows XP e Seven, essendo stati dismessi entrambi, ormai vivranno solo nelle macchine virtuali e/o in sistemi non collegati ad Intenret come i bancomat bancari.

La formattazione in exFAT, come già ribadito, è consigliabile per le chiavette/memory che superano i 32 GB: inoltre, per evitare di perdere i dati, prima di fare i vostri test di compatibilità tra vari sistemi operativi e computer diversi, effettuate sempre una copia di sicurezza su dvd del contenuto copiato sul dispositivo.

In attesa del ReFS (Resilient File System) che dovrebbe rimpiazzare l’NTFS accogliamo il nuovo exFAT, una soluzione comoda per utilizzare chiavette tra PC e Mac senza problemi.

Marco

Commenti su: "Il FAT ritorna da ex" (1)

  1. […] e l’H264) in conflitto con tecnologie proprietarie (qui citiamo il Flash ma anche il nuovo exFAT di Microsoft ne è una prova). Adobe non vuole riconoscere il fatto che i naviganti del web oggi sono stanchi di […]

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