Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Si muore solo da vivi

MuoredaVivi_4

Esordio promettente per una pellicola non banale: buona lettura!

La trama

MuoredaVivi_1

Il terremoto emiliano del 2012 ha mietuto molte vittime, tra cui i co-protagonisti di questa storia.

In questa terra popolata da salsicce, formaggi e cotechini volanti riviviamo le atmosfere felliniane, con un amore che ti porta via leggero e alcune idee oniriche considerevoli.

Tra la tranquillità della pianura padana vedremo l’evoluzione del personaggio che, dopo la pausa data dal decesso del fratello, deciderà che è ora di ricominciare a vivere.

Il film

MuoredaVivi_2

Dopo la tamarrata evento di Mulan mi sono aggrappato al cuscino del divano, pregando divinità apotropaiche, vedendo che il film era italiano.

Ho pensato Zio bello, chissà cosa accadrà!

A dir la verità ho gridato molto meno al porco di quanto pensassi.

MuoredaVivi_3

Niente battute volgarotte, prostitute a basso costo o situazioni da caserma ma un film girato con calma, senza strafare, omaggiando il grande maestro riminese.

Il regista, essendo un esordiente, non dice molto ma le sue immagini, per fortuna sono eloquenti.

Inquadrature dall’alto, in basso, in prospettiva, situazioni deliziosamente felliniane dove la realtà si fonde con la fantasia e, a volte, ci capita di confonderla.

Lo zio protagonista, un perdigiorno pelandrone, frequenta spesso il divano e si trascina stancamente con un sogno musicale che ormai ha fatto la polvere.

I richiami al grande maestro sono tanti, la recitazione emiliana, quelle situazioni da borgata non reperibili altrove, tutte dislocate sul grande Po come sfondo in una giovinezza sfiorita.

MuoredaVivi_6

Concludendo

MuoredaVivi_5

Una commedia agrodolce che, pur trattando temi delicati, mette quella punta di ignoranza emiliana che porta il sorriso e il sogno, tra fantasie oniriche e amari ricordi che affollano la mente del protagonista.

Commedia leggera ma non troppo, mai volgare, dolce e sexy anche nelle scene intime tra il protagonista e la Mastronardi, una fotografia eccellente rispetto alla media della cinematografia italiana.

Un film ispirato che dimostra il proselitismo di Fellini e la voglia di continuare a riprenderlo e citarlo, raccontando nuove storie.

Merita sicuramente una visione.

Voto: 8/10

Marco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: