Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Death end re; Quest

Death end re; Quest_Cover

Può un gioco avvicinarci ai santi più di una statua in Chiesa? Benvenuti a Death end re; Quest! Buona lettura!

La trama

Death end re; Quest_0

Una ragazza si risveglia pixellando a destra e sinistra, con una sorta di gonna tentacolare.

Nel corso della storia (infinita) capirà di essere la protagonista del videogame, e il programmatore nel mondo reale le invierà poteri magici e la possibilità di traslare da un mondo all’altro.

Nel mentre movimenti meccanici, voci irritanti e sequenze infinite di testo ci faranno pregare come San Francesco all’oratorio.

I santi, come chiamarli tuttiDeath end re; Quest_1

La morte citata nel titolo e il fatto di dover svolgere quest/missioni sempliciotte all’infinito (cerca la chiave, tira un porco, cerca la porta, fai un combattimento, leggi 14 ore di testo) metteranno alla prova anche il più fedele tra i miei lettori.

Sbagli una scelta nei dialoghi? Muori. Tiri un porco? Muori. Non hai salvato durante le infinite sequenze animate? Muori e tiri un porco che vola.

Insomma tu muori di continuo ma anche il disco all’interno della console, una volta estratto, dovrebbe fare attenzione alla mazzetta da 5 kg che tengo sempre al mio fianco, fedele all’uso e al servizio per cui è deputata.

Il gioco, pur ponendosi grandi ideali, è stato realizzato in economia sparata: da qui il motivo di un palazzo arredato con il nulla, la totale mancanza di sequenze animate ma personaggi che si muovono a destra e manca, come cartonati alla fiera di paese.

Il testo ucciderebbe la voglia di giocare del Buddha in persona: ore e ore di testo dove, sostanzialmente, si parla delle stesse cose senza grossi approfondimenti di trama.

La voce giapponese sembra colpita da scosse elettriche e urla di continuo, quella inglese ha la passione di un operatore delle agenzie funebri.

Death end re; Quest_3

Il gioco si basa sui glitch, ovvero difetti di programmazione: pixel alla membro di segugio malato compariranno a schermo, regalandoci bug degli anni novanta che credevamo perduti.

Il gioco non è stato pensato per il mercato europeo (e dopo 4 ore  di gioco ne capisco il motivo), per cui manca la localizzazione al di fuori dell’inglese e del giapponese.

Death end re; Quest_6

Il gioco, per evitare che tu decida di dar fuoco alla casa madre con il cherosene, propone modi “alternativi” di affrontare gli scontri: via quindi alla copia da barboni dei mini giochi Nintendo.

Partiamo dal puzzle game, passando ai peggiori giochi da bar, con tanto di slot machine dove, a mio avviso, un bel maiale ci stava bene (visto tutti quelli che tirerete giocando).

Death end re; Quest_5

Se questa idea malsana la copiano in Diablo IV brucio il disco il giorno dell’uscita

Tra questi generi non poteva mancare uno sparatutto dove, grazie alla mira imprecisa fatta alla membro di porco mentre corre, vi muoverete a caso, cercando di inquadrare qualcosa con il mirino della Chicco (è già molto se non spara acqua).

Giocando e imprecando

Death end re; Quest_4 Mi aspettavo combattimenti, azione, emozioni e grandi avventure.

Mi sono ritrovato a leggere muri di testo di dubbia utilità, a dover salvare durante le infinite sequenze a papiro appena descritte, combattendo per mezz’ora su quattro ore, zio incatenato e assatanato.

I combattimenti, anche senza cambiare modalità, sono lunghi e poco performanti (sono a turni, così oltre ai tempi morti del gioco bisogna imprecare anche durante il momento dell’azione), portando il giocatore alle lacrime mentre pronuncia frasi che non avrebbe mai immaginato.

40 euro, zio “£!£”$$£%%&$, per un gioco dove i movimenti spesso sono meccanici (sembra di giocare a A Bug’s Life per la prima Playstation), la precisione è latitante (provate a posizionarvi per illuminare la scia di attacco con il secondo giocatore e mi capirete) e la qualità, come affermata da consumati YouTuber, è spesso mediocre.

Con 25 euro si compra Horizon Zero Dawn, molto più completo, dinamico ed intrigante, senza contare il fatto che le animazioni non le dovete costruire con la cartapesta e per combattere non dovete aspettare tre ore.

I pro e i contro

PRO

  • Gioco della Idea Factory
  • Genere JRPG “Compile Heart game” (meglio Pork game)
  • Se arriva all’80% la fanciulla usa il glitch mode e si potenzia
  • Se arriva al 50% di corruzione viene iniettato nuovo codice dal programmatore esterno
  • Se impostiamo la difficoltà su facile sblocchiamo nuovi personaggi alla fine, anche senza il rosario tra le dita.

CONTRO

  • La camera non segue sempre i movimenti nei duelli, inquadrando un po’ random l’intera scena
  • Minigames scopiazzati dalla Nintendo Wii ma fatti molto peggio, vedi la slot machine per gli attacchi
  • Difficoltà delle battaglie calibrata alla membro di porco malato: o ti annoi o smadonni, non c’è una crescita graduale
  • Impostare le battaglie su Difficile vi stimolerà maggiormente, ma libererà in voi un porco che non sapevate di possedere
  • Le battaglie tendono a protrarsi per molto tempo, diventando scoraggianti verso la fine.
  • La voce giapponese urla in continuazione, quella inglese dovrebbe prendere le sue battute più seriamente e con maggior impegno
  • Effetti speciali poverissimi che ricordando i cartoon di Hanna e Barbera o Warner Bros
  • È un JRPG ambizioso ed unico a basso budget, interessante esperimento anche se molto ripetitivo (specie nei Dungeons, che andranno esplorati fino allo sfinimento)
  • Level design povero, pareti spoglie senza quadri o decorazioni
  • La ragazza mentre corre va costantemente in affanno

Concludendo

Adesso è in uscita il secondo capitolo, provo tanta compassione per chi lo acquisterà a scatola chiusa.

Io ho chiesto il reso ad Amazon e, probabilmente, dopo aver letto la mia sofferenza non hanno fatto domande, recuperando finalmente i miei 40 euro per qualcosa di meglio.

Salvatevi voi che potete, voi che avete letto la mia sofferenza e il mio patimento a fronte di un titolo che NON SA NEMMENO LUI DOVE VUOLE ANDARE, mischiando di tutto un po’ alla membro di suino malato.

Sperimenta ma lo fa in modo approssimativo, senza curare in fondo le cose: i combattimenti sono complessi se volete avventurarvi nelle mille opzioni, ma non se ne avverte il motivo (3 volte lo stesso attacco e avrete il massimo dei punti, se lo fate rimbalzare come una pallina da flipper contro il muro invisibile).

Pensate che stia esagerando? Guardate la sofferenza di quest’uomo, che ha deciso di finirlo senza un rosario sotto mano.

Comprate Horizon: Zero Dawn, mi ringrazierete commossi.

Voto: 5/10

Marco

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