Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Dymo LabelManager 160

Dymo_LabelManager_160

C’è un modo semplice, rapido ed economico per etichettare qualsiasi cosa? Vediamo un’etichettatrice Dymo, buona lettura!

Prologo

Tra un trattore e un piatto di sedanini al ragù mi sono trovato in un’azienda di stampo agricolo, nota per la produzione del piccolo trattore emiliano.

Al mio arrivo in azienda mi sono ritrovato con una catasta di computer di cui non si sapeva nulla (dettagli, specifiche tecniche) ma, soprattutto, non si sapeva nome, seriale e altre informazioni di targa.

Essendo stato chiamato per la migrazione da Windows 7 a Windows 10 ho dovuto, praticamente, metter mano a buona parte dei pc aziendali, arrivando a gestire questo caos per codificarlo e renderlo gestibile.

Come etichettare, in modo semipermanente, tanti PC con i dati essenziali (nome PC e seriale) senza impazzire tra stampante e nastro adesivo?

Il nastro carta

Se dobbiamo provvisoriamente scrivere dati su un PC senza rovinarlo ho scoperto che basta una striscia di nastro carta: facilissima da rimuovere, comoda per scriverci sopra, appena rimossa non lascia segni o residui di colla. E costa molto poco, il che lo rende ideale per un’intensa attività di ufficio, con PC che entrano ed escono formattati e ripuliti.

Ma ovviamente il nastro carta con le scritte a pennarello/biro, senza offesa, ricorda una richiesta di riscatto. Non è il massimo come soluzione permanente.

Trattori e balzelli

Tornando nell’azienda di trattori ho scoperto le Dymo, etichettatrici portatili che permettono di usare un nastro plastificato adesivo, ideale per una scritta che duri nel tempo.

E’ importante che sia plastificato, altrimenti dopo pochi mesi sbiadisce come neve al sole e rende il lavoro svolto prima inutile.

Purtroppo il modello in dotazione aveva un enorme difetto: tastiera alfabetica, anziché qwerty standard. Rallenta molto la digitazione e fa perdere tempo inutilmente.

Labelmanager vieni a me

Dopo il modello con tastiera alfabetica ho trovato, cercando su amazon, la versione qwerty: costa di più ma si scrive in pochissimo tempo e le varie opzioni (grassetto, corsivo, sottolineato/cerchiato, simboli speciali, maiuscolo minuscolo, testo in verticale…) permettono di mettere facilmente in evidenza un dato, senza dover impazzire con i pennarelli a posteriori.

Il modello 160, nello specifico, è di dimensioni generose: ricorda due telecomandi per TV sovrapposti negli anni ’80.

Tuttavia è un prodotto comodo se impugnato a due mani e i tasti in gomma sono abbastanza reattivi (Windows 7 sul mio pc aziendale lagga molto di più), ho provato tastiere in gomma molto peggiori credetemi.

Lo schermo, ovviamente monocromatico, è bello grande e consente una lettura dei dati agevole.

I nastri sono alti 12 mm ma, ridimensionando il testo, è facile stampare etichette per ogni occasione senza sbagliare le dimensioni e/o senza dover cambiar nastro.

I nastri

Esistono nastri di ogni forma e dimensione, coloratissimi in modo da rendere agevole la lettura da lontano.

L’effetto migliore, mio modestissimo parere, si ottiene con il giallo: essendo la scritta nera risulta molto più evidente ed efficace degli altri colori, che tendono a smorzare il nero della stampa.

Dymo, ovviamente, consiglia solo nastri originali ma io sto usando dei compatibili e mi trovo molto bene lo stesso. Hanno una buona aderenza e la qualità della stampa è perfetta.

Onda energetica

Un difetto sicuramente migliorabile è l’impiego di 6 mini stilo: pesano, quando le togli esplodono insieme in aria come se fosse il 4 luglio in America (volando ovunque)… e ovviamente se non usate le ricaricabili i primi due stipendi sono per le batterie.

L’etichettatrice, di suo canto, si spegne passati pochi secondi; ciò aumenta notevolmente l’autonomia (ho già finito 3 nastri ma non ho ancora cambiato le pile, anche se mi segnala che ormai la loro ora è giunta) e la possibilità di etichettare per buona parte del giorno senza problemi di autonomia energetica.

Per evitare un salasso, se siete vicino ad una presa elettrica in magazzino o sul divano di casa vostra, potete usare un adattatore e collegarla alla corrente tradizionale.
Ovvio che seguendo questa strada la portabilità vada a farsi benedire.

Versatilità

Come vi dicevo prima consente un controllo del testo che ricorda una versione grezza di Word: ciò consente di scrivere e stampare praticamente qualsiasi cosa si voglia.

Basta prese di rete etichettate alla membro di segugio, cabinati di rete con scritte sui post.it attaccati con lo sputo, scatoloni orfani gran sorpresa ogni volta che li vedi, perché nessuno ha speso 5 secondi per etichettare il contenuto.

Spese di gestione

L’etichettatrice costa 40 euro circa, i nastri se parliamo di compatibili si trovano a 20/24 euro per 4/5 nastri, già plastificati.

Per le batterie l’attacco ad una presa di rete permette di risparmiare, altrimenti via di batterie ricaricabili.

L’etichettatrice Dymo LabelManager 160 è acquistabile a questo link per meno di 40 euro.

Concludendo

Un prodotto interessante, maneggevole che vi consentirà di etichettare qualsiasi cosa, etichettatrice inclusa con la scritta ETICHETTATRICE.

La tastiera Qwerty accelera in modo incredibile la creazione di etichette, aumentando la produttività e riducendo le distrazioni.

Una volta giunti a casa barattoli, flaconi sospetti, vasi di vetro con dentro zucchero e sale… tutto può essere etichettato.

Su superfici lisce non porose attacca molto bene, potrebbe essere necessario un cutter per sollevare un angolo e rimuoverla (una volta applicata).

Un buon acquisto: se passeranno dalle ministilo alle stilo potremo ridurre le batterie, inquinare meno e godere di una maggiore autonomia.

Consigliata!

Marco

I marchi registrati citati appartengono ai relativi proprietari.

Non ho testato l’etichettamento del gatto ma se ci riuscite pubblicate una foto.

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