Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Lavoro e Lockdown

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Storia incredibile di come sono riuscito a trovar lavoro durante una pandemia globale, pur lavorando da casa. Buona lettura!

**Disclaimer: I nomi reali di aziende e persone sono stati sostituiti con nomi di fantasia**

Emozioni forti e dove trovarle

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Ho iniziato il 2020 concludendo il mio secondo mese di prova alla Ciaparatti e associati, dove tra canti goliardici, bestemmie e racconti della sera prima “Sono stato alla festa della Paperatti in discoteca, non ho dormito e sono qua yeheheheh!” si cercava di offrire un servizio IT alla Paperatti, famosa azienda automotive che lavora nel settore delle auto di lusso sportive.

Io ho lavorato in maglieria, nella metalmeccanica con i trattori ma un ambiente simile non l’avevo mai visto e non pensavo si potessero raggiungere livelli tali di menefreghismo tra i colleghi, mancanza di documentazione scritta e il silenzio totale (o mancanza di feedback dai propri capi) nel corso della prova in questione.

Quando provavo a sostenere che, per offrire un servizio migliore al cliente, servivano procedure documentate, standard e chiare, venivo irriso con delle risposte alla membro di cane “F*ga, qui sono vent’anni che si fa così, impari vivendo“.

La prova, come avrete capito dal tono dell’incipit, non si è conclusa positivamente nei miei confronti.

Devo dedurre che, nonostante i miei errori (lavorando capita di farne), la situazione per i nuovi arrivati non sia tanto migliore: dopo un anno stavano ancora cercando un helpdesk per ricoprire quel ruolo specifico.

Trascorso questo circo condito dai soliti discorsi “siamo una famiglia, tutti per uno e tutti per i prosciutti, occasione di crescita bla bla bla” ho capito che l’importante era capire quando sarebbero finite le risate.
E nell’ultimo periodo io avevo perso la voglia di ridere, mentre il circo andava avanti in questa girandola di cose fatte al volo, clima da caserma e privilegi costruiti sul nulla.

I primi giorni avevo il cuore che mi batteva a mille, ero sconvolto, non riuscivo a realizzare. Avevo attacchi d’ansia pensando al mio futuro e a ciò che avrei potuto fare.

Essere liquidati così, con due paroline delle HR che non hanno vissuto o provato il tuo inferno quotidiano è stato un forte stress psicologico.

Mi ricordo che il mese successivo, a Sanremo, i Ricchi e Poveri cantarono in occasione della loro reunion, “che sarà che sarà che saràààà, che sarà della mia vita chi lo sa, so far tutto o forse niente da domani si vedrà e sarà, sarà quel che sarà”. Mi è scesa una lacrima liberatoria, stavano cantando la mia situazione attuale di incertezza e precarietà.

Un consiglio che posso darvi è di non raccontare una storia simile ai vostri colloqui: per quanto incredibile e vera si schiereranno quasi tutti dalla parte di Paperatti o Ciaparatti, a seconda del vostro selezionatore.

“Troppo bello e troppo grande per fallire/avere difetti” è una meccanica fortissima nella testa delle HR che svolgono questo tipo di colloqui.

A me sarebbe bastato un audit mensile, come quelli che svolgo ora: il capo ti parla per 15 minuti, analisi performance, migliora questo o quello e tanti saluti. Si può fare, è legale.
A volte alle persone le cose basta dirle e/o dare istruzioni su come agire in un determinato ambiente.

Lockdown

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Concluso questo periodo sulle montagne russe ho cercato lavoro ma, oltre alla difficoltà di un’esperienza simile, si è aggiunta la pandemia che ha chiuso buona parte dei posti di lavoro disponibili.

Il classico helpdesk in ufficio/presso punto vendita come conoscevamo si è dissolto, in un clima di incertezza e di lockdown che ha cambiato radicalmente le logiche del gioco come le conoscevamo.

Visto che la conclusione non è avvenuta per scelta mia ma dell’azienda la disoccupazione mi ha aiutato in questo periodo (quella maturata con il lavoro precedente alla Ciaparatti), per cui sono riuscito a sopravvivere tra un colloquio e l’altro, schivando tirocinii, offerte ballerine (vieni da noi e giri tutta la provincia) o persone indecise (l’agenzia mi costa troppo, non ho il budget per una persona in più).

E vi assicuro, miei fedelissimi lettori, che queste sono risposte reali, non inventate.

É facile credere alle cose cattive che le persone ti dicono quando, sostanzialmente, non vieni creduto e nessuno vuole offrirti una possibilità.

Mi sono concentrato su me stesso, mi davo delle routine quotidiane. Friends mi ha tenuto compagnia per due settimane, ho rivissuto 10 anni di emozioni per la prima volta (non l’avevo mai visto integralmente) cercando di apprendere dalle storie dei ragazzi che frequentavano il Central Perk, emozionandomi e ridendo con loro per farmi forza.

Ho accettato tutti i colloqui che mi sono capitati, sempre col sorriso in camicia e pantaloni, sperando che qualcuno volesse concedermi un’altra possibilità lavorativa credendo in me.

Cercare lavoro durante un lockdown globale non è facile e occorre avere molta pazienza, confrontandosi anche con realtà molto differenti e valutando i pro e i contro delle proprie scelte professionali.

Start to reborn

Erin_0

A settembre, finalmente, dopo una settimana trascorsa nell’azienda di trattori ChiccoTractors dove avevo lavorato per un anno (mi hanno richiamato per risolvere una situazione critica, è stato un modo piacevole per rivedere colleghi umani e gentili), trovo su Linkedin un posto di lavoro per un’azienda sud-americana, la Ciuffolotti Spa.

Ho lavorato con cinesi, nell’automotive ma con gli americani non avevo mai avuto il piacere di lavorare. Ho toccato un altro pianeta.

Al primo colloquio, pienamente nel loro stile americano, la Ciuffolotti Spa parla subito di stipendio: il tuo RAL è questo, noi arriviamo a quello. Do you like it?
Passata la prima fase ho parlato con il responsabile tecnico, che ha valutato la mia conoscenza dei temi IT a voce e con un test scritto.

Conclusa questa fase, avendole passate positivamente, contratto a tempo indeterminato (sempre dopo 3 mesi di prova effettivi, ovvio) disponibile in una settimana. Non mesi, in una settimana!

Valutato che non potevo/volevo andare in piazza Grande a Bologna a suonare con un cane cieco (mi manca il cane e suono da schifo), ho pensato che fosse la mia migliore offerta e ho accettato.

Dal 1 ottobre via che si inizia, da casa seguendo corsi di formazione per un mese intero, con verifiche quotidiane e continui training su ambienti di test, così quando sbagli sei in un ambiente protetto e possono correggerti facilmente.

Morale della favola con il sistema americano (training-verifica-test), a gennaio 2021 ho stappato il prosecco per festeggiare il tempo indeterminato.
Un modo diverso di fare le cose è possibile, basta volerlo.

Peccato che il Covid abbia portato mia madre in ospedale e mia nonna in paradiso (io stesso ho lavorato da casa col Covid), per cui è stato veramente un periodo molto intenso per me.
Gestire questo flusso di emozioni e la responsabilità di un nuovo lavoro non è stato facile e ha richiesto calma, concentrazione e un notevole auto controllo.

Ma questa storia credo che possa insegnare o spronare qualcuno a non perdere la fede e a credere nei propri sogni, perché a volte basta solo trovare la persona giusta.

Abbiate il coraggio delle vostre idee e lanciate il cuore oltre l’ostacolo.

Buona vita

Marco

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