Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Matrix Resurrections

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Dopo anni di discussioni e inevitabili ritardi dovuti alla pandemia globale ecco l’ultimo capitolo di Matrix, diretto da Lana Wachowski. Merita davvero? Così successo negli ultimi 60 anni a Matrix? Scopriamolo insieme, buona lettura!

Trama

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Thomas Anderson è uno sviluppatore di videogiochi acclamato. Il suo videogioco più famoso è Matrix, che lui rivive come un ricordo, grazie all’analista che lo ha convinto a discernere la fantasia dal mondo reale. Tuttavia i continui flashback lo tormentano e dovrà decidere se affrontare la verità una seconda volta. Ma riuscirà a convincere Trinity, ora Tiffany, a seguirlo in questo viaggio o per lei sarà già troppo tardi?

Cinema ai tempi del Covid

Andare al cinema al tempo del Covid non è facile. Già in passato mi ero espresso su questo argomento, sottolineando che per molti film il divano di casa è più che sufficiente.
Ma l’idea di dover rimandare e di non poter vedere Matrix Resurrections era troppo, così ho deciso di investire una quota per godermi l’evoluzione della storia.

Serviva un chiarimento dopo la trilogia?

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Gli autori pensavano di delegare al videogioco Matrix Online, ma il bisogno di revival che viviamo ultimamente è così forte che si attinge a tutto pur di soddisfarlo.

In tempi di pandemia servono scommesse sicure e Matrix Resurrections dev’essere sembrato un modo veloce ed efficace per battere cassa.

In sala la fila dietro ha passato più tempo a cercare su Google, anziché comprendere il film.

In questo modo sono stato aggiornato sugli incassi, sui 16 secondi finali extra dopo i titoli di coda e sul fatto che una ventenne spocchiosa criticasse il doppiaggio, ignorando che Neo viene doppiato nientemeno da Luca Ward. Perdonali, Dio dei doppiatori, perché aprono bocca senza pensare.

Il film ha avuto performance inferiori alle aspettative già nel primo weekend USA (è uscito il 21/12/21), per cui al momento  è escluso un seguito.

Silenzio in sala

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Per fortuna al calar del buio la fila alle mie spalle si è messa le mani sulla mascherina ed è stata zitta, permettendomi una visione del film ottimale.

La sorella Lana, senza Lilly (doveva elaborare il lutto della perdita dei suoi genitori), ha diretto il film con una scrittura a più mani, cercando di riassumere 60 anni di Matrix in due ore circa.

La prima parte del film, volta a stimolare i ricordi di Neo, diventa una sorta di Amarcord-revival, dove riviviamo i momenti mitici del primo capitolo della saga.

Una volta che Neo ha compiuto la sua scelta (non ve la dico ma, se avete visto la trilogia, conoscete già la risposta) finalmente ingraniamo la marcia del moto e partiamo.

Rispetto agli ostacoli, alla sofferenza e al sudore versato nei tre capitoli precedenti, dove ogni impresa assumeva toni epici, qui viene tutto smorzato e semplificato dalla collaborazione di alcune macchine senzienti. C’è sempre il tema della liberazione di Matrix come sottofondo ma gli ostacoli delle storie precedenti vengono livellati e ridotti verso il basso, diventando metaforici più che reali.

É difficile essere obiettivi perché vidi il mio primo Matrix a 14 anni e ne rimasi sbalordito, rivedendolo più volte per comprendere meglio la trama e i legami tra i personaggi.

Ai personaggi siamo affezionati ma in questo film fanno abbastanza poco, purtroppo. Trinity ha molte meno sequenze d’azione e la vediamo in una veste quasi casalinga, stile le ex assassine di Bill quando La sposa le va a trovare per compiere la sua vendetta.

La storia, una volta spiegata nei vari passaggi, non è male nella sua idea ma mancano i toni epici dei primi tre film; pur avendolo apprezzato rimane un film monco.

Le musiche sono belle, le sequenze d’azione tra le più belle che abbia mai visto ma sul resto ci sono lacune, importanti o meno lascio che siate voi a deciderlo, che tolgono un po’ di magia al film e lo impoveriscono (non certo per colpa degli attori, Keanu Reeves statuario e in ottima forma come sempre).

Potevano fare di più, bello per rivedere degli amici che avevamo lasciato in pausa dal 2003, forse non imperdibile come speravo. Per affezionati, diciamola così.

Conclusione

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Il film lancia idee molto belle ma perde l’epicità della trilogia originale, rendendolo un compito svolto di fretta per creare una storia autoconclusiva.

Purtroppo in ambito fantascientifico è un attimo perdere la giusta direzione e scadere nel già visto, d’altronde dopo 20 anni il mondo è cambiato e le aspettative si sono alzate ulteriormente.
Ci saremmo aspettati una maggior profondità, uno sviluppo emozionale più intenso che andasse oltre alla bella (ma qui banalizzata) storia d’amore tra Trinity e Neo.

Probabilmente la pausa forzata dal Covid, discussioni interne e la mancanza della seconda sorella alla regia hanno inciso sul prodotto finale.

Magari un quinto capitolo con la direzione condivisa, come nei primi tre, potrebbe risollevare le sorti della saga e regalarci nuove emozioni (in modo da poter andare al cinema per vedere qualcosa di diverso dal solito Spiderman e Batman e variare così dalla dicotomia degli eroi da fumetto Marvel-DC Comics).

Bello per una domenica pomeriggio in compagnia.

Voto 7/10

Marco

Commenti su: "Matrix Resurrections" (1)

  1. […] un riferimento del genere. Recuperatelo assolutamente, così potrete vedere il nuovo capitolo Resurrections con maggior consapevolezza di ciò che è […]

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