Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Cruelia (2021)


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La vita di Crudelia De Mon prima delle vicende narrate ne La carica dei 101: ha avuto un’infanzia? Cosa le è successo? Perché odia i pulciosi dalmata? Scopriamolo insieme, buona lettura!

La trama

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La piccola Estrela (che diventerà Cruelia, a quanto pare Crudelia costava troppo da pronunciare) è una giovane teppista che non le piace essere giudicata o accettare gli sberleffi e le umiliazioni dei compagni, ragion per cui quando c’è da alzare le mani non si tira mai indietro.

A fronte del cambio scuola la madre la porta ad un party, dove tre dalmata addestrati per uccidere la inseguono, portando la serata ad un triste epilogo e ad un lutto familiare da cui non si riprenderà mai veramente.

Sola e abbandonata scopre il piacere di dormire in piazza sui cornicioni delle fontane (le panchine erano occupate); dopo aver capito che non poteva chiedere la carità esibendosi con un cane cieco e la gamba zoppa decide di darsi a furti e borseggi in giro per la città, aiutata da due ragazzini che diventeranno i suoi scagnozzi fidati.

Riuscirà a coronare il suo sogno di diventare una stilista? Scoprirà la verità su sua madre? Ma soprattutto la giacca bianca con chiazze scure è stata realizzata scuoiando dei dalmata?

La mania del reboot

Il fatto che il film fosse disponibile su Disney Plus mi ha consentito una fruizione senza mascherina dal divano di casa che, ai tempi attuali, rimane il miglior modo di godersi al cinema, con i popcorn appena sfornati e beveraggi a disposizione comodamente, senza dover usare cannucce o artifizi vari.

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In questa nuova rielaborazione della storia dei 101, vista ormai in tutte le salse (101, 102, questa volta la magia è vera, con il protagonista programmatore e il bimbetto viziato che non si spaventa nemmeno davanti ad Equitalia), si cambia finalmente direzione e si punta ad un prodotto più maturo.

Basta canzoncine da ubriachi alla stazione, basta inquadrature dei cuccioli ogni due secondi, basta far parlare gli animali senza motivo.

Finalmente, dopo anni di sofferenze e di reboot puristi perché i figli di oggi non sono capaci di gestire la verità delle cose ma bisogna edulcorare tutto, anche i peti, un film che dice le cose come stanno e non ci gira troppo intorno.

Silenzio sul divano

Anche se l’ex dipendente Disney Tim Burton avrebbe sicuramente aggiunto qualche tono macabro extra al film, questa volta sono stati bravi a cavarsela da soli.

Dopo un inizio un po’ lento che stimola l’abbiocco sul divano, finalmente il film prende il ritmo e sembra non volerlo cedere: in una Londra anni ’60 troviamo una colonna sonora eccezionale, non fatta in casa e al risparmio come spesso capita, con testi idioti che parlano di gente che deve strizzarsi per ore se vuole vivere felice.
Canzoni di grandi artisti che ci faranno ballare a ritmi sincopati come…

  • She’s a rainbow/Sympathy for the devil (The Rolling Stones)
  • These boots are made for walkin’ (Nancy Sinatra)
  • Feeling good (Nina Simone)
  • Stone cold crazy (Queen)
  • Should I Stay or should I go (The Clash)

Brani in alcuni casi rivistati per renderli attuali, ma sempre piacevoli.

Ad un’ottima colonna sonora si accompagna la recitazione, qui esaltata da Emma Stone, che rappresenta una donna dalle forti sofferenze che però riesce a riscattare il suo desiderio di rivalsa e rivincita nei confronti della Baronessa cagna, qui interpretata da Emma Thompson in stato di grazia che incarna lo stile e la classe di Crudelia De Mon nel film originale.

Per il resto nulla da segnalare, fotografia e montaggio decenti anche se spesso vediamo soluzioni già trite e ritrite.
Impressionante il piano sequenza che ci porta nel bagno pulito da Estrela, un vero omaggio ai grandi del cinema.

Concludendo

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Sarebbe un errore madornale considerarlo un film per bimbetti, in quanto le scelte attuate sono state coraggiose (vedremo una persona legata in mezzo ad un incendio, senza topini e fatine che saltellano per cantare le loro velleità) e testimoniano la voglia di entrare nel 2022 con uno sguardo finalmente diverso rispetto alle canzoni puzzettose che abbiamo dovuto sorbire in altri film, tra cui Encanto uscito recentemente.

Sono semplicemente due registri diversi, uno parla ai bimbetti che si infilano la colla nel naso, l’altro vira verso il mondo adolescenziale fatto di Topexan e problemi sentimentali inesistenti.

Una colonna sonora che definir eccezionale è dir poco, temi maturi e una scelta di stile inusuale per Disney ma molto apprezzata da chi ha superato l’età prescolare.

Merita sicuramente una visione, un modo piacevole per trascorrere una serata in modo scanzonato e con un ottimo groove.

Da recuperare assolutamente.

Voto: 9/10

Marco

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