Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

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Esiste una tastiera simile ad una meccanica come feedback ma con un rumore tale da non demolire una casa? Scopriamolo insieme, buona lettura!

Premessa

Nonostante una tastiera meccanica abbia vari vantaggi (anti ghost, macro programmabili, 50 milioni di battute per singolo tasto, switch intercambiabili, etc. etc…) dopo aver passato una settimana con una Cherry Blu le mie orecchie sanguinavano.

Un suono acuto, come il martelletto di un picchio, mi trapanava le orecchie, facendomi rimpiangere di essere nato.

Se a ciò uniamo il formato 60% (quindi niente tastierino numerico), necessario per avere il layout italiano (altrimenti dobbiamo adattarci al layout USA) nel caso del mio modello, alla sofferenza uditiva occorre aggiungere le ore per inserire le sequenze numeriche dai tasti sequenziali posti sotto alla fila degli F.

Ma c’è un’alternativa a questa sofferenza, costellata di LED fastidiosi accecanti color arcobaleno che ci ricordano di vivere in un mondo costellato da unicorni vogliosi? Sembrerebbe di sì.

Il prezzo a cui mi riferisco è quanto ho pagato su Amazon, ma nulla vi vieta di acquistarla altrove: in calce trovate gli indirizzi a tre shop online.

Quello scalino in più

Ultimamente c’è la tendenza delle tastiere a membrana ultrapiatte (lanciata probabilmente da Apple), per cui abbiamo tastiere sempre più basse, sempre più sottili… arriveremo a dover scrivere con un laser, così Apple potrà chiedere 130 euro a tastiera senza nemmeno doverla produrre, per la gioia dei suoi utenti bloccati dalle briciole di pane, se pensiamo ai modelli 2015-2018 del MacBook Pro.

Altro problema che si pone con le tastiere a membrana economiche è la stabilità, ovvero quando si inizia a battere come batteristi a digiuno da ore la tastiera vi seguirà, girando per tutta la scrivania e facendo amicizia con il mouse, con le casse, con il ricevitore bluetooth e così via.

Sembrava un vicolo senza uscita, una strada a senso unico verso tastiere pidocchiose ultra basse o tastiere meccaniche che fanno sanguinare i timpani.
Ma in realtà esiste una tastiera che, secondo il mio umilissimo parere, coniuga le esigenze di entrambi i modi senza rendervi sordi dopo 2 ore di battitura.

Le doverose premesse

Alcuni mi hanno accusato di essermi fermato alla prima meccanica e di averle etichettate tutte come “molto rumorose”, cosa che ha scatenato livore e fan club da stadio, visto che secondo le affermazioni pubbliche di More Than Tech esiste un club che costruisce tastiere meccaniche custom da 600 euro al colpo da ben 30 anni, zio in catene chiodate.

Sono 3/4 di lavoro comunque, in due molto meno se si sa fare tutto La community esiste da 30 anni, ci sono tastiere che costano il doppio di questa o 1/4

Il modello testato per una settimana a martello è stata la Rii Gaming K63C (45 euro con layout ITA, retroilluminazione solo rossa), dotata di switch Outemo Blue che vi faranno rimpiangere di non essere nati dentro alla tana di un picchio.

Per completezza di informazioni mi ero anche documentato su PC Professionale leggendo l’articolo sulle tastiere meccaniche e sui vari switch disponibili. Tuttavia, come spesso accade, nessun articolo mi ha preparato alla mitragliatrice AK47 che sarebbe piombata di lì a poco in casa mia.

Il primo consiglio dell’articolo sopra citato è quello di provare le tastiere dal vivo, perché due righe su carta non possono descrivere le bestemmie di una mitragliatrice a getto continuo.

Non essendo LinusTechTips non ricevo tastiere gratis dai produttori, per cui mi sono recato da MediaWorld, dove ho testato 10 metri di tastiere, varie marche, dalle Trust fatte con la plastica della Kinder fino alle Corsair. Un mio amico ha acquistato la Corsair K63, testata anche quella per qualche giorno.

Purtroppo hanno TUTTE lo stesso problema: sono rumorose, molte si fermano ad un 60% per cui niente tastierino numerico (e quando devi digitare tanti numeri sono veramente membri amari), alcune sembrano una discoteca accesa alle tre di notte… pensare di lavorare con una cosa del genere può finire in un solo modo: mazzetta da 5 kg e fine alla sofferenza.

Parlando con utilizzatori seriali di tastiere mi è stato detto che è impossibile trovare il silenzio sulle tastiere meccaniche stock: bisogna andare sulle custom, che rinunciano ai LED a fronte di un miglior bilanciamento dei tasti (parliamo di tastiere al 60% quindi senza tastierino, niente LED il che è positivo ma sui prezzi non c’è nessun limite, come vedete dal canchero a 600 euro sopra citato).

Per cui vale la pena ipotecare la casa o la moto per una tastiera? Credo proprio di no. Cerchiamo un’alternativa a membrana (le uniche veramente silenziose, a quanto pare) che abbia il feeling delle tastiere meccaniche, senza tutti i difetti appena riportati e soprattutto senza AK47 che mitragliano la nostra scrivania.

ThinkCentre vieni a me

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I ThinkCentre, desktop di fascia media prodotti da Lenovo, forniscono in dotazione una tastiera che, per ovvii motivi di contenimento costi, non può costare 180 euro.
É la stessa tastiera in dotazione che, a libero mercato sul sito Lenovo, si trova come Lenovo Preferred Keyboard Pro II [codice 4X30M86899].

Tuttavia la Lenovo Preferred Keyboard Pro II (che risulta identica a quella sopra citata) è liberamente acquistabile per un prezzo che oscilla tra i 30 e i 45 euro, un prezzo accettabile per qualcosa che non si distrugga dopo una settimana di prove.

É una tastiera cablata USB 2 (ma in alcune workstation ho visto anche la variante PS2, a prova di hacker… e sto parlando del 2018, incredibile ma vero) a membrana, il che la rende morbida e contiene il rumore provocato dalla digitazione compulsiva.

A differenza della Cherry Blue provata in precedenza qui il suono è piacevole, perché è caldo e corposo, un piccolo basso che batte ad ogni pressione e non danneggia il timpano a suon di frequenze acute che sfiorano gli ultrasuoni.

Essendo a membrana non ci sono gli switch (finalmente, zio in catene), per cui non sarà possibile cambiarli ogni due secondi per vedere quale è il migliore.
A fronte di questa perdita incolmabile però guadagniamo una tastiera pensata e disegnata per professionisti che devono fatturare, senza dover pensare ad un film Disney o al gay pride ogni volta che partono i led RGB.

I tasti sono leggermente concavi (a cupola) verso l’interno e rialzati come nelle meccaniche: questo consente di accogliere il polpastrello in battuta, semplificando la vita e restituendo un feedback tattile quasi impagabile rispetto ad altri modelli concorrenti.

La tastiera, per gli amanti delle luci effetto autoscontro il sabato sera, non monta LED di alcun tipo ma riporta una stampa serigrafata bianco su nero sui tasti: ciò permette di vedere benissimo le lettere anche in condizioni di luce fioca, cosa non possibile quando vengono semplicemente scavate nel grigio tiepido, in attesa di una luce a 1.000 watt che le illumini alla minima pressione.

Per questo modello inoltre il layout italiano non rappresenta un problema e la tastiera include sempre il tastierino numerico.
Ciò comporta che non dobbiamo acquistarlo a parte, non dobbiamo aggiungere cavi o prolunghe per poter digitare in pace tutte le sequenze numeriche richieste dal nostro workflow quotidiano.

La tastiera è in plastica, non in metallo pressofuso come Apple, ma per 23 euro rimane un best buy che conviene provare, specie considerando il fatto che Amazon concede 30 gg per il reso, per cui potete testarla e ponderarla con tutta calma e serenità.

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Altro vantaggio è il rialzo notevole grazie ai piedini laterali, disponibile in due scatti, per poter lavorare a due altezze diverse rispetto alle Vostre esigenze: basterà scegliere se gradiamo il primo o il secondo scalino, in modo da battere sempre alla giusta inclinazione senza dover usare i feltrini delle sedie, post it in putrefazione, block notes o altro (vi giuro che sono testimonianze reali).

Da un test eseguito ieri resiste anche all’acqua: si è rovesciata mezza bottiglia di naturale, ho asciugato la parte esterna e funziona ancora.

Specs

  • Tutti i tasti nelle sezioni QWERTY e TASTIERINO NUMERICO sono tasti a cupola in gomma
  • Piedini inclinabili in due posizioni
  • Tastiera con layout 104/105/106/107/109 configurabile e supporto lingue in base alla richiesta del cliente.
  • Colore: nero
  • Ciclo di vita dei tasti standard: 10 milioni di clic in condizioni operative normali. (6 cicli/secondo, 7-9 kg.)
  • Layout della tastiera 3-zone layout
  • Quantità di tasti Italian (141)
  • Tipo di connessione Wired via USB
  • Peso 800/850 g
  • Requisiti hardware Supported PC with USB port
  • Garanzia Customer Replaceable Unit (CRU)
  • Tipo di switch Plunger/Rubber dome
  • Marchio Lenovo

Concludendo

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Se avete bisogno di sgranchirvi le dita come il sottoscritto e, ogni tanto, volete cambiare da una membrana sottile ad una membrana con i tasti alti come una meccanica, che però non vi faccia sanguinare il canale uditivo, la Lenovo Preferred Pro II fa decisamente per voi.

Il feeling di una meccanica, niente distrazioni, tasti incredibilmente comodi, stabilissima (e io non mi risparmio in battuta, specie nelle sessioni compositive più frenetiche), layout ita e tastierino numerico.

L’uso consigliato è prevalentemente da ufficio, in quanto molte opzioni gaming come anti-ghost/alias, le luci di San Patrizio, gli switch intercambiabili e il rumore di una mitragliatrice a baionetta non sono disponibili per questo modello.

Però consente di investire solo 23 euro per la prova, di riposare le dita con un comfort di scrittura rialzato e accogliente grazie alla cupola dei tasti centrale, di risparmiare ore con il tastierino numerico e di avere tra le mani qualcosa che non si blocchi per un granello di polvere o perché Apple ha deciso che le persone devono scrivere rasoterra, con i polsi doloranti dopo ogni sessione.

Potete acquistarla qui e tornare a vivere senza dover svegliare i vicini alle tre di notte per scrivere il romanzo della vostra vita:

Provatela, mi ringrazierete.

Voto: 8/10

Marco

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